Canicross

Il canicross è una disciplina sportiva di corsa in cui si partecipa in team: un conduttore e uno o due cani. Nasce, assieme allo scootering, al bikejoring e al karting, come una delle forme di allenamento per i cani dei musher, coloro che guidano le slitte, durante la stagione senza neve. Scootering e bikejoring condividono con il canicross la presenza di un o due cani al massimo, nel primo caso collegati a un monopattino da sterrato, nel secondo a una bici. Nel caso del Karting invece si usa una muta composta da 4 a 8 cani e il musher guida una sorta di carrello a tre o a quattro ruote (a seconda della dimensione della muta). Tra le forme di allenamento senza neve il canicross è quella che richiede il minor investimento in termini di materiali, cosa che ne ha facilitato la diffusione ed il successo. Bastano una cintura da canicross, una linea ammortizzata e un imbrago o eventualmente pettorina. Si corre su sterrato,
per le articolazioni dei cani è dannoso correre eccessivamente su asfalto, può capitare qualche tratto, ma soprattutto negli allenamenti dove si può scegliere è meglio evitare il più possibile.
Nel mondo delle gare di cani da slitta i percorsi si dividono in sprint, media distanza, lunga distanza.
Esempi famosi di lunga distanza sono l’Idarod, una gara in Alaska sul percorso che unisce Anchorage a Nome. Trae origine da un episodio verificatosi nel 1925, quando un’epidemia di difterite colpì la città di Nome. A cause delle pessime condizioni meteorologiche l’unico modo per far arrivare l’antitossina da Anchorage fu ricorrere ad una staffetta di slitte. Da questo episodio fu tratto anche il film di animazione della Disney Balto, dal nome del leader della muta che fece l’ultimo tratto della staffetta. Nel 1973 nacque la competizione sportiva, con i suoi circa
1868 km di percorso.
Un altro esempio è la Yukon Quest, nata nel 1984 seguendo le tracce dei cercatori d’oro che risalirono il fiume Yukon durante la corsa all’oro del 1898. Si tratta di un percorso di circa 1600
km.
Avvicinandoci a noi in Svezia troviamo la Polardistance con i suoi due percorsi da 160 km o da 300 km. In questo caso oltre alla gara con la slitta e prevista anche la categoria pulka, una sorta di piccola slitta atta a trasportare solo il materiale, mentre il musher è collegato a questa con una linea e la segue con gli sci da fondo. Negli ultimi anni vari italiani, come ad esempio Salvatore Fogliano, Rinaldo Marioli e Diego Buranello, hanno conseguito ottimi risultati tra cui
dei podii in questa gara.
Arrivando in casa da noi esiste una media distanza, l’Altavia, composta da una serie di tappe a oltre 1800 mt di quota, ogni tappa è di 25/30 km.

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